QUESTIONE DELEGHE CONSILIARI: LA RISPOSTA DEL SEGRETARIO E’ IMBARAZZANTE…

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Ci sono voluti ben 53 giorni per dare una risposta alla richiesta delle quattro liste di opposizione Per UBOLDO – COLOMBO Sindaco, UBOLDO CIVICA, PROGETTO PER UBOLDO – CentroSinistraUnito, Vota il cambiamento Lista Rosa – PAGANI SINDACO, che lo scorso 17 marzo avevano chiesto l’annullamento dell’atto con cui l’Amministrazione ha conferito quattro deleghe consiliari ad altrettanti Consiglieri Comunali di maggioranza.

Al di là dei tempi sempre molto lunghi nel dare risposte, quello che stupisce è il contenuto della missiva inviata alle liste di opposizione e per conoscenza al Prefetto di Varese firmata dal Segretario Comunale di Uboldo.

Le liste di opposizione avevano, infatti, richiesto l’annullamento del conferimento delle deleghe in quanto tale possibilità viene concessa al Sindaco SOLO se prevista nello Statuto Comunale. Visto e considerato che nello Statuto del Comune di Uboldo (riformato nel 2013 da Uboldo al Centro) tale facoltà non è prevista, ogni conferimento di delega da parte del Sindaco è illegittimo in quanto mancante di qualsiasi base normativa.

Ebbene, a fronte di questa denuncia da parte delle opposizioni, la risposta del Segretario Comunale di Uboldo (datata 10 Maggio 2016) altro non è che un “arrampicarsi sugli specchi” per trovare una giustificazione.

Nella risposta, infatti, il Segretario Comunale dice (citiamo testualmente): “Le deleghe in oggetto non conferiscono ai Consiglieri Comunali alcun potere che consenta di porre in essere atti esecutivi o con rilevanza esterna. Tali deleghe consistono, nella prassi, nella mera presenza di un Consigliere ad una determinata riunione o incontro”.

Quindi? Sono deleghe o non sono deleghe? La legge prevede un solo tipo di deleghe per i Consiglieri Comunali. 
La legge poi prevede la possibilità da parte del Sindaco di delegare un Consigliere Comunale a partecipare ad una riunione o incontro in sua vece, ma si tratta di deleghe specifiche che vengono fatte di volta in volta. Non di deleghe conferite ad inizio mandato tra l’altro nello stesso atto di nomina degli assessori Comunali (!!!). Sono due cose completamente diverse.

Onestamente non si comprende come il Segretario possa sostenere che “tali deleghe consistono, nella prassi, nella mera presenza di un Consigliere ad una determinata riunione o incontro” quando nella nomina si legge chiaramente che le stesse si riferiscono ad ampi settori come la scuola, il commercio, l’istruzione, l’industria, l’artigianato, la protezione civile, ecc.

In più il Segretario Comunale sostiene che “il coinvolgimento dei Consiglieri Comunali non può che considerarsi quale rafforzamento della funzione di controllo politico-amministrativo”.
Ma stiamo scherzando? E’ l’esatto contrario.

Questi consiglieri non hanno poteri, benissimo, non possono quindi neppure rappresentare pubblicamente la posizione dell’amministrazione comunale su una determinata questione, proporre idee o progetti. 
Se così stanno le cose allora deve essere chiaro a tutti i cittadini e le associazioni che entrano in contatto con i “delegati” che costoro sono solo i rappresentanti del consiglio comunale.

Come sostiene il Segretario Comunale quelle conferite ad Ercole, Sonia, Giulio ed Enrico sono solo deleghe di forma e non di sostanza, i predetti consiglieri sarebbero a suo dire, solo dei meri “ambasciator che non portan pena” e quindi sorge spontanea una semplice domanda: qual è l’utilità di queste nomine?

In parole povere, le attuali deleghe che il Sindaco ha attribuito ai consiglieri di maggioranza Ercole Galli, Sonia Petracca, Giulio Orlandi e Enrico Chieregato sono prive di utilità e vanno annullate, e lo Statuto Comunale va necessariamente modificato. Questo è un dato di fatto.

La singolare risposta ricevuta dal Comune, rappresenta ancora una volta la dimostrazione che Uboldo al Centro utilizza le istituzioni e gli strumenti istituzionali come le regole di un “gioco di società”; le norme sono tutt’altra cosa, le deleghe pure. Sul punto le suindicate forze politiche non smetteranno mai di essere coese contro l’utilizzo improprio delle norme e delle istituzioni.

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